Come posizionare i punti luce in casa

il posizionamento dei punti luce in casa

1. Premessa sui punti luce

È ovvio che il posizionamento dei punti luce è un tasto importantissimo nell’ambito della progettazione di un edificio, non solo per un fattore estetico, ma anche funzionale. Sarebbe, però, meglio – in primis – considerare l’orientamento della casa e studiare come posizionare gli ambienti, in maniera tale da poter sfruttare al meglio la luce naturale, traendo vantaggi sia a livello di benessere ambientale, sia a livello di mitigazione dei consumi e delle spese. A tal proposito, è possibile approfondire l’argomento nella sezione dedicata all’architettura bioclimatica, posto che – si sa – spesso ci si trova a progettare in un involucro pre-esistente, costruito da terzi, posizionato tra altri lotti, anch’essi pre-esistenti. Perciò, continueremo ad analizzare le possibilità in una condizione ideale, ma consapevoli che fattori altri influiscono su ogni caso specifico.

2. Il buon orientamento di un edificio

Per completezza, di norma l’orientamento di un ideale edificio quadrato, prevede:

  • a Nord ambienti quali gabinetti, guardaroba, ingressi, dispense, box, studi secondari, cantine e locali caldaia, vista l’assenza di sole e il vento freddo in inverno;
  • a Sud ambienti quali soggiorno, sala da pranzo, aree gioco per bambini, terrazze, giardini d’inverno e logge, vista la presenza di sole sia in estate che in inverno (con l’accorgimento di possibili pensiline, per ripararsi in periodo estivo, quando il sole è allo zenit);
  • ad Ovest ambienti quali libreria, anticamere, hall, stenditoio, ripostigli, pianerottoli e scale, dal momento in cui è il lato maggiormente esposto alle intemperie e soleggiato di pomeriggio;
  • ad Est ambienti quali camere da letto, bagni, aree relax soleggiate, lavanderia e stireria, atelier e studi, in quanto soleggiati la mattina, piacevoli d’estate, ma freddi in inverno.

3. La necessità di punti luce

Nonostante le buone norme sopra elencate, anche quando ben rispettate, si presenta la necessità di punti luce. La quantità di luce e la tipologia di luce da inserire, variano in base alle esigenze e ai gusti del soggetto interessato, così come la scelta estetica del lampadario stesso.

3.1 Tipologie di punti luce

Possiamo genericamente considerare tre tipologie di luce:

  • Luce diffusa: tipologia che mira ad illuminare l’intero ambiente, effetto raggiungibile con le classiche plafoniere, con faretti incassati e non o con bande a LED – tipologia adatta a zone living e camere da letto;
  • Luce indiretta: tipologia che illumina direttamente muri e pareti, che in risposta rifletteranno tale luce, creando movimento nell’ambiente in cui si trovano – tipologia adatta a zone di passaggio, corridoi, disimpegni;
  • Luce mirata: tipologia che prevede l’utilizzo di lampade a sospensione, faretti o lampade da tavola, che illuminano limitatamente un’area circoscritta dell’ambiente, si prendano ad esempio le mise en place di alcuni ristoranti – in casa, tipologia spesso utilizzata in cucina, sul piano di lavoro o sul tavolo da pranzo.

3.2 I punti luce nei diversi ambienti

Per ogni ambiente della casa sono da considerare non solo la tipologia di luce, non solo la tipologia di lampada e la sua collocazione, ma anche la collocazione degli interruttori. Si consideri genericamente che è comodo entrare in un ambiente che sia munito di interruttore appena fuori o appena dentro la soglia che lo delimita; in caso, invece, di piccole luci posizionate su comodini, ai lati del divano o di zone relax, è bene che gli interruttori siano facilmente raggiungibili dal soggetto che sta seduto al lato del letto, sulla poltrona o sul divano di cui sopra.

Analizzando genericamente i diversi ambienti:

  • Camere da letto: luce diffusa, ad illuminare l’intera area, accompagnata da luci puntuali quali piccoli faretti per la lettura serale, oppure ancora lampade da terra;
  • Bagni: luce diffusa ad illuminare l’intera area, accompagnata da faretti ad incasso e non, oppure da strisce LED, circoscritte alla zona specchio, nella quale è importante evitare di creare fastidiose ombre e garantire una visuale pulita. Qui in particolare è molto importante considerare interruttori e prese, che siano il più possibile comodi e pratici;
  • Soggiorni e zone living: in base alla metratura dell’area, si possono ipotizzare luci diffuse, ma, soprattutto quando l’ambiente gode di discrete dimensioni, è bene ipotizzare faretti – meglio se orientabili – che permettano di personalizzare la luce della stanza, in base a soggetto, esigenze e fasce orarie;
  • Cucina: luce diretta, che sia prima di tutto funzionale;
  • Zone relax: luce diffusa che si presti, appunto, al relax e che non crei fastidiosi riflessi con possibili televisori e schermi;
  • Studi: luce diffusa, sicuramente accompagnata da luce puntuale, generalmente si usano lampade da tavola, orientabili in base ad esigenze specifiche.

4. In conclusione

È evidente che le nozioni sopra fornite sono solo un possibile punto di partenza, poiché la luce di un edificio è influenzata non solo da fattori strutturali dati dall’orientamento e dall’inserimento nel lotto dell’edificio in questione, ma anche dai gusti personali del proprietario o del progettista e, perciò, dallo stile dell’ambiente preciso.

Da questi fattori non facilmente classificabili dipendono perciò la tipologia di luce scelta, sia essa più soffusa oppure più aggressiva, la tonalità di luce, sia essa calda o fredda o addirittura colorata; non si confondano poi i LED colorati, tanto in voga ora, che non svolgono la funzione vera e propria di illuminazione, quanto più di arredo. Lo stile dell’ambiente influenza poi le dimensioni della lampada, i colori e le forme. Anche la funzione dell’edificio è fattore estremamente influente, è ovvio che l’approccio sarà differente quando si tratta di abitazioni private, rispetto a quando si avrà a che fare con ristoranti, esercizi commerciali, piccoli atelier o ancora grandi aziende.

È sempre buona norma tenere a mente che, la prima tipologia di luce da considerare, la più valida e la migliore da un punto di vista di benessere fisico del soggetto che vivrà il luogo in questione, è quella naturale. In secondo luogo, si valuti di fornire in maniera funzionale luce, quando la naturale – a causa di fasce orarie e stagionalità – sarà assente. Non si dimentichi poi, in ultimo, il fattore puramente estetico, che, tanto più sarà vicino allo stile del contesto e ai gusti personali del proprietario, tanto più collaborerà alla realizzazione dell’ambiente ideale.