Accesso agli atti
Accesso agli atti
Con l’accesso agli atti in Comune il cittadino può entrare in possesso della documentazione che legittima lo stato dell’immobile. Tali documenti hanno valenza legale perché autorizzati da un ente pubblico per procedere con qualsiasi pratica edilizia (20- 30 giorni è il tempo medio stimato dai Comuni per evadere la richiesta). L’evoluzione legislativa ha visto susseguirsi la licenza edilizia (introdotta con la legge 1150/42 fino al 1977), la concessione edilizia (introdotta dalla legge Bucalossi nel 1977 fino al 2001), e il permesso a costruire (introdotto col dpr 380/01 – testo unico per l’edilizia). Ad ognuno di questi documenti sono associati gli elaborati grafici e le relazioni tecniche rilasciate dai professionisti che ne attestano lo stato di progetto dei luoghi.
Fondamentali sono il certificato di abitabilità/agibilità dell’immobile, che attesta la possibilità di abitare/utilizzare quell’immobile visti tutti i documenti prodotti (citati all’interno dello stesso certificato, compresi i certificati di conformità degli impianti e di collaudo statico con relativi disegni). Con un accesso agli atti si ricostruisce di fatto la storia dell’edificio a partire dalla sua costruzione.
La documentazione presente in Catasto invece assolve ai fini fiscali, ed è reperibile tramite una procedura digitale. Importanti sono la visura e l’estratto di mappa dell’immobile, la planimetria catastale, l’elaborato planimetrico e l’elenco subalterni.
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