Come accatastare un immobile

accatastare un immobile

Accatastamento: cos’è?

Accatastaménto s. m. – Il complesso degli adempimenti necessari per l’iscrizione in catasto di un fabbricato di nuova costruzione, e l’iscrizione stessa. (Vocabolario Treccani).

L’accatastamento di un immobile è il processo che evidenzia i dati base del locale in considerazione e la sua rendita fiscale, permettendo così di determinarne l’agibilità e l’abitabilità e di calcolarne le tasse.

Quando è necessario effettuare l’accatastamento di un immobile?

È necessario effettuare un accatastamento non solo quando si costruiscono nuovi immobili, ma anche quando si effettuano dei restauri, delle ristrutturazioni, dei frazionamenti, degli ampliamenti o dei cambi di destinazione d’uso di locali esistenti.

Perché è necessario effettuare l’accatastamento di un immobile?

L’accatastamento risulta indispensabile per censire la proprietà, se di nuova costruzione, e per attribuire un valore fiscale e determinare la categoria di appartenenza del locale, sia esso di nuova costruzione, o soggetto a restauri, ristrutturazioni, frazionamenti, ampliamenti o cambi di destinazione d’uso di locali esistenti.
All’atto pratico, l’accatastamento permette di elaborare un documento utile al calcolo delle tasse sull’immobile, oltre che a determinarne l’agibilità e l’abitabilità.

Le categorie catastali: cosa sono?

Le categorie catastali sono dei simboli che stanno ad indicare la destinazione d’uso delle unità immobiliari urbane.

 Le categorie catastali: a cosa servono?

Le categorie catastali servono a classificare gli immobili e ad attribuire loro una rendita catastale, cioè il reddito che l’Agenzia delle Entrate conferisce ad ogni bene immobile in grado di generare un reddito, sia esso un locale, un fabbricato o un terreno.

Tale dato, ovvero la categoria catastale, è rilevabile attraverso la visura catastale.

Le categorie catastali: quali sono?

Le categorie catastali sono suddivise in gruppi, rinominati con le lettere dell’alfabeto dalla A alla F, seguite da uno slash e da un numero. Il gruppo più numeroso è l’A, con undici categorie catastali, segue il D con dieci, l’E con nove, il B con otto e C ed F con sette.

I gruppi A, B e C comprendono gli immobili a destinazione ordinaria;

Il gruppo D comprende gli immobili a destinazione speciale;

Il gruppo E comprende gli immobili a destinazione particolare;

Il gruppo F le entità urbane.

Questa suddivisione in gruppi è una grande semplificazione, per avere un’idea di ciò che ci si deve aspettare quando ci si approccia alle categorie catastali, ma il sito ufficiale del catasto riporta dettagliatamente tutte le suddivisioni in gruppi e in sottogruppi, così che per ogni esigenza specifica ognuno possa avere un riferimento il più chiaro possibile.

Cosa devo fare per procedere all’accatastamento?

Che si tratti di un immobile di nuova costruzione o di ristrutturazione di uno esistente, le certezze sono:

    • La necessità di un professionista abilitato (architetto, ingegnere, geometra, dottore agronomo e forestale, perito edile);
    • La necessità del software Docfa per la registrazione e archiviazione dei dati.

Accatastare una nuova costruzione:

  • Il tecnico specializzato effettua un rilievo in persona, per poter fare la mappatura dell’immobile e redigere un tipo mappale, per inserire la nuova costruzione nel contesto urbano;
  • Inserimento della planimetria tramite software Docfa;
  • Controllo del Docfa e rilascio della ricevuta contenente i dati catastali identificativi dell’immobile e la rendita, da parte dell’Agenzia delle Entrate;
  • B. Il tempo utile per l’approvazione da parte dell’Agenzia delle Entrate è di 12 mesi dalla presentazione della dichiarazione di accatastamento;
  • B. Il termine per il richiedente per la presentazione della dichiarazione di accatastamento è di 30 giorni, da quando l’immobile diviene abitabile.

Accatastare una costruzione esistente:

  • Il tecnico specializzato redige la planimetria, compila ed invia la documentazione tramite software Docfa;
  • Controllo del Docfa e rilascio della ricevuta contenente i dati catastali identificativi dell’immobile e la rendita, da parte dell’Agenzia delle Entrate;
  • B. Il tempo utile per l’approvazione da parte dell’Agenzia delle Entrate è di 12 mesi dalla presentazione della dichiarazione di accatastamento;
  • B. Se il richiedente non è d’accordo con quanto comunicato dall’Agenzia delle entrate, può presentare ricordo alla Commissione Tributaria territoriale competente entro 60 giorni dalla comunicazione della revisione.

Accatastamento: di cosa ha bisogno il tecnico?

  • Titolo di proprietà dell’immobile
  • Dati della pratica edilizia con cui è stato realizzato o modificato l’immobile;
  • Dati catastali;
  • Estratto di mappa;
  • Copia del documento d’identità e del codice fiscale del dichiarante.

Quanto costa una pratica di accatastamento?

Come sempre, quando si tratta di costi, è bene specificare che ogni casistica è a sé, ma cercheremo di dare un’idea generale attendibile:

  • In caso di nuova costruzione, i passaggi necessari sono ovviamente più numerosi, comportano l’utilizzo di diversi sfotware e la pratica si aggira intorno ai 1500/2000 euro;
  • In caso di immobile già iscritto in Catasto, la pratica si aggira intorno ai 400/800 euro, in base alla complessità della pianta dell’immobile;
  • Bisogna considerare anche i diritti erariali, oltre all’onorario tecnico;
  • Ricordiamo che i costi dell’accatastamento sono a carico del proprietario, se si tratta di modifica di un immobile già presente in Catasto, mentre sono a carico del costruttore, se si tratta di una nuova realizzazione.